La fotografia del “primo”
Le fotografie celebri che documentano un “primo” evento appaiono sulle copertine delle pubblicazioni internazionali e dominano i titoli. La prima immagine della Terra dallo spazio, la prima fotografia dell’umanità sulla Luna: molte di queste immagini storiche, tra cui questi tre momenti fondamentali, sono state battute all’asta da Bruun Rasmussen, raggiungendo un totale di 1,5 milioni di corone danesi (circa 31 milioni di yen giapponesi).
Premere l’otturatore: testimonianza della presenza sulla Luna
Nel 1969, il momento in cui gli astronauti dell’Apollo 11 misero piede sulla superficie lunare per la prima volta rappresentò una conquista storica per l’umanità. Le fotografie che hanno immortalato quell’istante fungono da testimonianza dell’allunaggio e da documento emozionante di quell’impresa.
Oggi, con lo sviluppo delle tecnologie di generazione di immagini tramite intelligenza artificiale, si discute molto sull’autenticità della fotografia e sulla veridicità della rappresentazione. È quindi il momento di riflettere nuovamente sul valore insito nell’atto di premere l’otturatore.
Se si trattasse solo di trasmettere il messaggio “l’umanità è sbarcata sulla Luna”, anche un’immagine generata dall’IA potrebbe essere efficace. Tuttavia, ciò che realmente ci commuove è il contesto: il fatto che “l’umanità sia stata davvero lì”. La realtà vissuta dagli astronauti nello spazio, testimoniata dall’atto fisico di scattare una fotografia, conferisce un valore e un significato unici.
©︎ JAXA / Immagine di una base lunare
Astronauti e fotocamere
©︎ JAXA / Fotocamera 35mm F5 e flash SB-28DX
Quando si tratta di missioni spaziali estreme, la scelta di cosa portare con sé è cruciale, e la fotocamera sembra avere una priorità elevata. Gli astronauti impugnano la fotocamera per tramandare alle generazioni future le grandi imprese dell’umanità. Registrano con le proprie mani l’emozione di “essere stati nello spazio”.
Secondo JAXA, dal 1995, con la missione STS-71, gli astronauti della NASA utilizzano fotocamere a bordo. La prima fotocamera digitale fu la Kodak DCS460 (con corpo Nikon F90s), seguita da numerosi altri modelli. All’interno della navicella vengono utilizzate anche Nikon F5 a pellicola 35mm e Hasselblad 203 a pellicola 70mm.
Le immagini scattate con fotocamere digitali vengono scaricate sulla Terra tramite computer portatili e banda Ku, e sono pubblicate sul sito ufficiale della NASA, accessibili al pubblico.






