Da quando ho iniziato a fotografare i miei figli, ho sviluppato una predilezione per gli obiettivi grandangolari.
In particolare, mi affascinano le ottiche da 28mm o 35mm, che offrono un campo visivo leggermente più ampio. Ho la sensazione che questi obiettivi permettano di conservare non solo la presenza delle persone, ma anche l’atmosfera del luogo.
I bambini piccoli non sanno ancora posare davanti all’obiettivo.
Spesso stanno semplicemente in piedi o si avvicinano camminando. Eppure, proprio questi gesti spontanei sono per me di una tenerezza irresistibile.
Per questo motivo, più che isolare un singolo istante,
desidero conservare “tutto il tempo vissuto insieme”.
In quale luogo, con quale luce, a quale distanza abbiamo trascorso quei momenti.
Credo che il grandangolo sia in grado di accogliere questa mia esigenza di completezza.
Voglio conservare anche la luce del tramonto
Osservando i miei figli, mi accorgo spesso dei cambiamenti stagionali.
Guardando la luce del tramonto sui loro volti, penso: “Ecco, è già sera”, oppure mi rendo conto che “le giornate si sono allungate” o che “è arrivata l’estate”.
Pensando di osservare i bambini, in realtà ciò che resta nella memoria è spesso la luce, il vento, l’aria che li circonda.
Per questo, quando fotografo, desidero includere anche il tempo che scorre in quell’istante.
Foto di fujikko
Non voglio conservare solo le espressioni dei miei figli, ma anche la luce di quel particolare tramonto.
Forse sono davvero esigente, ma credo che sia proprio il grandangolo a soddisfare questo mio desiderio.
Fotografare dalla “distanza della condivisione”
Quando fotografavo mio figlio mentre scivolava dallo scivolo al parco, preferivo sempre il grandangolo. Aspettandolo da vicino, lui si avvicinava ridendo: “Attento che ti vengo addosso!”
Quella vicinanza si trasforma direttamente nella gioia della fotografia. Diversamente dalle immagini scattate con un teleobiettivo da lontano, il grandangolo restituisce la sensazione di “essere presenti insieme”.
Io non compaio nelle foto, ma guardando l’espressione di mio figlio, si percepisce qualcosa di speciale.
Foto di fujikko
“Ecco, in quel momento stavamo davvero giocando insieme.”
È un sorriso che solo un genitore può cogliere. Non è rivolto alla fotocamera, ma sicuramente era per me.
Per catturare questi attimi, continuo ancora oggi a scegliere il grandangolo.
Il comfort del 35mm
Naturalmente esistono obiettivi con angoli di campo ancora più ampi.
Le immagini realizzate con un ultra-grandangolo da 12mm, ad esempio, hanno un impatto visivo sorprendente.
Tuttavia, per me, questi obiettivi sono soprattutto “lenti per catturare lo spazio”.
Al contrario, il 28mm e il 35mm offrono una distanza ideale tra le persone e l’ambiente.
Foto di filmtaaabooo777
Riesco a conservare l’atmosfera, ma anche la presenza delle persone resta vicina. Non serve allontanarsi: posso scattare mentre gioco con i miei figli, seguendo il flusso naturale della quotidianità.
Per fotografare i bambini nella vita di tutti i giorni, questa naturalezza è ciò che trovo più piacevole.
Se potessi continuare a fotografare
Per quanti anni ancora potrò fotografare così, giocando insieme?
Con questo pensiero, oggi ancora una volta monto un obiettivo grandangolare sulla fotocamera.
Foto di tk
Non desidero conservare solo la crescita dei miei figli, ma anche la luce e l’atmosfera di ogni giorno.
Con il grandangolo, ciò che voglio davvero preservare è proprio “il tempo vissuto insieme in quel luogo”.








