L’assunto «Il medium è il messaggio»
L’assunto di Marshall McLuhan «Il medium è il messaggio» rappresenta un pilastro fondamentale della teoria dei media. Questa affermazione sottolinea come il medium stesso, più che il semplice veicolo di trasmissione delle informazioni, influenzi profondamente il nostro modo di pensare e di agire. Ad esempio, McLuhan osserva che «l’impatto della radio non ha nulla a che vedere con la programmazione radiofonica». Questa espressione suggerisce che, quando pensiamo ai media, tendiamo a concentrarci sui contenuti, ma in realtà è la forma stessa del medium ad avere un impatto più significativo sulle persone rispetto al contenuto trasmesso.
Il cambiamento della coscienza indotto dall’emergere di nuovi media
Ad esempio, Instagram soddisfa il bisogno immediato di approvazione attraverso immagini e video, mentre LINE e Messenger ci fanno percepire una costante vicinanza con gli amici: i nuovi media si radicano profondamente nella nostra quotidianità, trasformando la nostra consapevolezza e il nostro modo di vivere.
Allo stesso tempo, McLuhan si interroga su come «l’esperienza dei media precedenti venga trasformata dall’avvento di nuovi media». Ad esempio, come reinterpretare e valorizzare l’esperienza della fotografia tradizionale nell’era della fotografia digitale? Qui McLuhan propone la «teoria dello specchietto retrovisore», lasciando una chiave di lettura per comprendere l’influenza dei media digitali contemporanei.
Esperienza dei media e fotografia digitale contemporanea
Nella sua teoria, McLuhan afferma: «Guardiamo il presente attraverso lo specchietto retrovisore. Procediamo verso il futuro rivolti all’indietro». Il messaggio essenziale di un nuovo ambiente mediatico è spesso difficile da cogliere per chi vi è immerso. Proprio per questo, McLuhan usa la metafora dello specchietto retrovisore: i media contemporanei possono essere compresi definendone l’essenza attraverso le tecnologie del passato.
La diffusione della fotografia digitale, ad esempio, ha introdotto un’immediatezza nella realizzazione e condivisione delle immagini, differenziandosi dalla fotografia tradizionale. Tuttavia, questo non rappresenta solo un progresso tecnologico: ha trasformato la nostra percezione, i valori e le finalità della fotografia. Le immagini condivise sui social network, ad esempio, non sono più semplici documenti, ma diventano strumenti di comunicazione. Inoltre, influenzano le modalità di auto-espressione e di relazione sociale: oggi la fotografia è diventata un dispositivo imprescindibile per vedere, ricordare e condividere il mondo.
La nostalgia generata dalla tecnologia
D’altra parte, l’avvento di specifici media può far svanire alcune sensazioni del passato. Ad esempio, con l’arrivo delle app per chiamare i taxi, la preoccupazione di non riuscire a trovarne uno appartiene ormai al passato, ma sono nate nuove ansie, come la batteria scarica dello smartphone o l’invio errato di un messaggio. Nell’epoca dei telefoni pubblici, ci si preoccupava di avere abbastanza monete o di trovare una cabina nelle vicinanze; oggi, invece, ci si chiede se ci siano stazioni di power bank a noleggio e quando restituirle. In un futuro in cui gli smartphone saranno in grado di autoalimentarsi e funzionare quasi all’infinito, anche le stazioni di power bank diventeranno oggetti nostalgici.
Image by Shimakou
In altre parole, mentre le nuove tecnologie eliminano alcune preoccupazioni del passato, ne generano di nuove.
In realtà, McLuhan aveva già previsto, nel XX secolo, il futuro che oggi stiamo vivendo. Guardando le sue interviste, si comprende ancor meglio l’importanza che attribuiva al «guardare indietro», proprio come nello specchietto retrovisore. Anche in un mondo sempre più comodo, forse le preoccupazioni non scompariranno mai del tutto.







