L’istante in cui i piedi di una persona che corre si staccano da terra, quello in cui una tenda si gonfia al vento, quello in cui la ruota di una bicicletta riflette la luce.
Nei movimenti della quotidianità esistono scene che, soltanto per un istante, sembrano sospendere il tempo.
La fotografia ritrae un singolo attimo, ma il movimento prosegue prima e dopo lo scatto. La direzione verso cui avanzano i piedi, la postura che precede il battito d’ali, la forma assunta da un tessuto mosso dal vento. È lo spazio lasciato all’immaginazione di ciò che non è stato fotografato a preservare, in una singola opera, il movimento e il racconto.
Per questo lanciamo una campagna hashtag dedicata a «#pause»!
Condividi le tue creazioni con #pause
Lo sguardo di «#pause» non si limita a immobilizzare il soggetto.
Persone che corrono, biciclette, uccelli, tende ondeggianti, passanti che attraversano la città: cercate la breve sospensione che emerge nel cuore del movimento e le tracce percettibili di ciò che la precede e la segue.

Foto di kuu2028

Foto di haneul

Foto di navy
L’istante in cui la luce del tramonto delinea la figura di una persona, quello in cui una ruota riverbera un bagliore, quello in cui il vento gonfia una tenda. Prestando attenzione alla luce e alle ombre dello sfondo, ai riflessi e allo spazio negativo, è possibile preservare lo scorrere del tempo anche nell’immobilità di un singolo scatto.
Non vi sono limiti di genere: paesaggio, fotografia di strada, ritratto, sport o immagini di viaggio.
Fermatevi per un momento e, immaginando il movimento che seguirà, traducete in fotografia quella «fugace sospensione nel cuore del movimento» che avete scoperto.
