cizucu organizza photo poster project in diverse città del mondo. È sufficiente pubblicare una fotografia su cizucu per poter partecipare alla mostra di poster fotografici e incontrare altri fotografi ancora sconosciuti.
photo poster project è realizzato insieme a uno staff di volontari attivo in varie parti del mondo. Ogni membro, con il proprio background e le proprie motivazioni, contribuisce alla costruzione di questo spazio.
Questa volta abbiamo intervistato Chan Jian Liang, membro dello staff attivo a Singapore.
Puoi presentarti?
Ciao! Sono Chan Jian Liang e mi sono appena laureato alla Business School della NUS, l’Università Nazionale di Singapore. La fotografia è per me un importante mezzo espressivo fin dai tempi delle scuole medie. All’epoca cercavo di imitare le fotografie pubblicate su Instagram dai fotografi locali, ma non riuscivo mai a riprodurle come avrei voluto.
Proprio perché non ero particolarmente bravo a esprimermi con le parole, la fotografia è diventata uno strumento attraverso il quale «vedere» ed «esprimere» stati d’animo ed emozioni. Con il passare degli anni, si è trasformata in un modo per osservare il mondo con maggiore curiosità e gratitudine. In fotografia non esistono risposte giuste o sbagliate: ciascuno possiede il proprio sguardo. Credo che sia proprio questo il suo fascino.
Che cosa ti ha spinto a entrare nello staff?
Ho scoperto ppp quando un fotografo locale, di cui seguivo spesso il lavoro, ha ricondiviso un post Instagram di cizucu relativo alla ricerca di staff a Singapore.
Visitando la pagina Instagram di cizucu, sono rimasto colpito dalla sua missione e dalla sua visione: in particolare, dalla possibilità di prendere parte a una mostra fisica e di incontrare altri creator nello spazio espositivo. Ho sentito una forte affinità con gli obiettivi di ppp.

In quel periodo avevo smarrito il senso della mia identità e mi sentivo molto disorientato. Ero incerto se unirmi allo staff, ma poi ho riscoperto la mia passione per la fotografia e, spinto dal desiderio di «conoscere un lato di me che avevo sempre voluto mettere alla prova», ho deciso di candidarmi.
Volevo scoprire che cosa significasse incontrare i creator di questa comunità. Sentivo inoltre che questo luogo avrebbe potuto aiutarmi a superare gradualmente i conflitti interiori che stavo vivendo e a tornare ad apprezzare me stesso attraverso nuove prospettive.
Qual è, dal punto di vista dello staff, l’aspetto più affascinante di ppp?
Credo che l’aspetto più significativo sia poter agire da facilitatore nella creazione di «uno spazio inclusivo, aperto e sicuro», nel quale gli artisti espositori e il pubblico possano entrare in relazione sentendosi a proprio agio.
Rin, membro di cizucu in Giappone, ha dato al team di Singapore un consiglio: «Non lasciare mai nessuno da solo». Facendo nostra questa visione e missione, io e gli altri membri del team mettiamo in contatto i creator tra loro, oppure i creator con il pubblico. Vedere un’atmosfera inizialmente un po’ impacciata trasformarsi progressivamente in un ambiente gioioso e accogliente mi rende davvero felice.

In quali momenti sei felice di essere entrato nello staff?
Quando gli artisti espositori o i visitatori dicono a me e ai miei compagni di squadra di essersi davvero divertiti alla mostra di ppp, sento con particolare intensità quanto sia stato importante entrare nello staff.
Molte persone ci raccontano di aver apprezzato l’atmosfera positiva e inclusiva dello spazio espositivo. Questo mi incoraggia molto, perché mi fa pensare che siamo riusciti ad aiutarle ad aprirsi agli altri.
Quanto al team di Singapore, sono profondamente grato di poter contare su uno staff comprensivo e su compagni che si prendono cura gli uni degli altri e si sostengono nei momenti di difficoltà.

È inoltre molto emozionante vedere creator che hanno esposto in passato tornare alla mostra, nuovamente come espositori oppure come visitatori.
Ritrovare volti familiari mi ha offerto l’opportunità di conoscere più a fondo ciascuna persona. Sono grato a tutti coloro che ho incontrato finora!
Che cosa ritieni importante nel tuo ruolo all’interno dello staff?
Quando interagisco con le persone, cerco sempre di rispettare ciò che desiderano raccontare. Di solito adotto un approccio basato sull’«ascoltare prima di tutto»: seguo con attenzione ciò che l’altra persona ha da dire fino alla fine e soltanto dopo penso a come rispondere.
Essere pienamente presenti e ascoltare con cura, affinché l’interlocutore senta che il proprio messaggio è stato davvero accolto, è per me una forma essenziale di rispetto.

Come team, riteniamo importante celebrare ciò che ha funzionato bene e, allo stesso tempo, individuare gli aspetti che possiamo migliorare nella mostra successiva. Crediamo che un confronto costruttivo ci permetta di continuare a offrire agli artisti espositori e al pubblico un’esperienza «positiva e sempre migliore».
I valori a cui tengo maggiormente sono la «gratitudine» e il «rispetto». Desidero comunicare con attenzione e riguardo, sostenere attivamente i miei compagni e agire con responsabilità e integrità, così da offrire a tutti un’esperienza positiva.
Quale messaggio vorresti lasciare a chi desidera entrare a far parte dello staff?
Se desiderate contribuire alla creazione di uno spazio inclusivo e sicuro, nel quale chiunque possa sentirsi a proprio agio, non abbiate paura: fate il primo passo e provate a entrare nello staff!
All’inizio temevo di non riuscire ad accogliere e orientare adeguatamente il pubblico e i creator nello spazio espositivo. Tuttavia, grazie al sostegno e all’incoraggiamento dei miei compagni di squadra e delle persone incontrate qui, sono certo che troverete la forza necessaria e che, prima ancora di accorgervene, ogni tensione sarà svanita!


