Creativi appassionati di fotografia raccontano il loro rapporto con la fotocamera e le storie che ne derivano. In ogni "compagna di viaggio" si riflettono visioni e valori personali. In questa rubrica incontriamo Sawa, che utilizza la PENTAX ESPIO 170SL.
Giorni vissuti con una fotocamera analogica incontrata durante il liceo. L’emozione dell’attesa dello sviluppo, le scene e le espressioni che solo in quegli anni si potevano immortalare. E le immagini che, con l’uso costante, si fissano come colori unici e personali. Un approfondimento su come la pellicola possa restituire la propria “storia personale”.
Informazioni di base sulla PENTAX ESPIO 170SL
La PENTAX ESPIO 170SL è una delle compatte analogiche prodotte da PENTAX. Leggera e di dimensioni contenute, monta uno zoom ad alta escursione 38-170mm. La semplicità d’uso e la resa morbida la rendono ideale per la fotografia di tutti i giorni, e ancora oggi è molto apprezzata come prima fotocamera analogica.
Il primo equipaggiamento
Il mio primo vero approccio alla fotografia è stato nella primavera del secondo anno di liceo. Non facevo parte di nessun club, ma mi sono unita al club di fotografia su invito di un’amica.
Quando l’ho raccontato a mio nonno, mi ha regalato una graziosa fotocamera analogica compatta. Non avendo mai avuto una fotocamera tutta mia, è stato come ricevere il mio "primo equipaggiamento".

Foto di さわ
Mio padre mi ha insegnato come caricare la pellicola e sono subito uscita a scattare. Non sapevo che tipo di foto avrei ottenuto finché non le sviluppavo. Quella sensazione di incertezza mi faceva venire un prurito alle mani: non vedevo l’ora di sviluppare le immagini.
L’attesa dello sviluppo era così emozionante che avrei voluto saltare il tempo. Ripensandoci ora, ero completamente "dipendente dalla dopamina". Ma quell’emozione non è mai cambiata.
La luce che solo da studente puoi catturare
Quando, a vent’anni, ho riguardato le pellicole scattate al liceo, mi sono resa conto che erano rimasti impressi paesaggi che solo allora potevo vedere.
All’epoca non pensavo affatto che "gli studenti brillano di una luce speciale", ma oggi so che quell’atmosfera non esiste più, e che le espressioni spontanee degli amici non potrei più catturarle ora.

Foto di さわ
Ho la sensazione che la pellicola riesca a catturare persino lo sguardo e la luce di quel momento. La fotografia non è solo documentazione, ma anche testimonianza di chi eravamo in quell’epoca.
Una fotocamera che ho voluto riutilizzare anche dopo essersi rotta
La mia PENTAX ESPIO 170SL si è rotta una volta.
Essendo una compatta autofocus pensata per principianti, non permette regolazioni avanzate. Avrei potuto scegliere un altro modello, ma la "sensazione di comfort" di questa fotocamera era perfetta per me.

Foto di さわ
Per me, che ero ancora inesperta, questa fotocamera era perfetta perché mi permetteva di scattare in modo naturale, senza pensarci troppo. Così alla fine ho ricomprato lo stesso modello.
Se qualcuno volesse iniziare con la fotografia analogica, credo che la PENTAX ESPIO 170SL sia davvero la scelta ideale.

Foto di さわ
Tonalità che si fissano nel tempo
Ho provato molte pellicole, ma quella che più si adattava alla mia sensibilità era la FUJIFILM 400.
La uso fin dai tempi del liceo e ho compreso quanto sia importante restare fedeli a una stessa pellicola. Le tonalità che si fissano diventano parte della propria identità.

Foto di さわ
Inoltre, il prezzo accessibile era perfetto per me da studentessa.
La pellicola trasforma la luce, le tonalità e persino le sfocature in accenti unici. Anche le foto che all’inizio non mi convincevano, col tempo acquistavano un nuovo fascino.
Penso che la fotografia sia davvero il riflesso della propria individualità e storia personale.

Foto di さわ
WRITER
さわ
フィルムカメラ→PENTAX ESPIO 170SL

116 magazine
La mia fotocamera e io
Una serie in cui i creator raccontano liberamente l’incontro con la loro fotocamera del cuore, i ricordi vissuti insieme e gli episodi che non dimenticheranno mai. Dalle ragioni che li hanno portati a sceglierla al fascino che continua a renderla indispensabile, storie in cui ogni appassionato di fotografia potrà riconoscersi.



