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Annuncio dei vincitori di «Liminal Space» a cura di cizucu | Challenge #379

By cizucu ·

Annuncio dei vincitori di «Liminal Space» a cura di cizucu | Challenge #379

Cover photo by ゆきむら

Introduzione

«Liminal Space» è un concorso fotografico globale online promosso da cizucu, aperto a tutti i creativi iscritti alla piattaforma. Le opere presentate vengono selezionate attraverso un processo curatoriale, con l’obiettivo di scoprire nuovi talenti e sostenere la community come piattaforma di riferimento.

Il tema di questa edizione era spazi vuoti che conservano tracce della presenza umana.

Il concetto di liminal space si riferisce a quegli ambienti di transizione come corridoi, scale, strade o hotel, luoghi di passaggio che hanno acquisito notorietà come meme internet intorno al 2019, diffondendosi come estetica che esprime inquietudine e nostalgia degli spazi disabitati.
In questi luoghi privi di figure umane aleggia un silenzio che sembra discostarsi dalla realtà. È proprio questa sensazione di sospensione, di essere «in mezzo a qualcosa», a definire il fascino dei liminal spaces.
Corridoi deserti, negozi dopo la chiusura, banchine in attesa dell’alba: anche senza persone inquadrate, resta la percezione tangibile di una presenza umana.

Per questo concorso abbiamo accolto opere che trasmettessero non solo inquietudine, ma anche nostalgia, quiete, solitudine e una sensazione di comfort tipica degli spazi liminali.

Ecco una selezione delle opere inviate e delle fotografie premiate.

Opere candidate

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Foto di wayfarer0915

wayfarer0915

Redazione cizucu
I muri e le colonne crollate, il soffitto in rovina, conservano l’ombra di un luogo ormai abbandonato dall’uomo. Tuttavia, la luce che filtra dal tetto e il verde che si fa strada sul pavimento suggeriscono che questo spazio non è solo destinato alla fine.

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Foto di Thomas_J

Thomas_J

📷 LEICA Q2

Redazione cizucu
Un pianoforte senza esecutore e una sedia vuota: questa combinazione lascia nell’aria l’eco di suoni e conversazioni appena svaniti. Lo sguardo che si perde verso le scale in fondo trasforma l’interno del locale in un paesaggio che sembra appartenere tanto alla realtà quanto alla memoria.

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Foto di shinesnooping

shinesnooping

📷 FUJIFILM X100VI

Redazione cizucu
Le luci al neon che illuminano il parcheggio semibuio accentuano la vastità disabitata dello spazio. Le linee bianche e le colonne, disposte in modo ordinato e ripetitivo, sono lì per accogliere auto e persone, ma ora sembra che sia rimasta solo la funzione del luogo. Si ha la sensazione di essersi smarriti in uno spazio ai margini della quotidianità, sospesi tra il visibile e il nascosto della realtà.

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Foto di 廖さん

廖さん

Redazione cizucu
I fogli e i biglietti attaccati alla parete conservano come in una capsula del tempo la presenza e il tempo di innumerevoli persone che hanno vissuto questo luogo. Anche se non ci sono figure umane, sembra ancora di sentire voci e passi, come se risuonassero attraverso l’opera.

Opere premiate

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Foto di Tom Garde

Tom Garde

📷 PENTAX67

Redazione cizucu
Il banco da lavoro, la macchina da cucire, i tessuti sparsi: tutto suggerisce che qualcuno si sia appena allontanato durante il processo creativo. Il grande volto che emerge sullo sfondo osserva la stanza come un ricordo o un’apparizione, spostando la percezione dello spazio su un altro livello. Pur rappresentando l’assenza umana, permane una sensazione di essere osservati, generando una tensione sottile e sospesa.

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Foto di ゆきむら

ゆきむら

Redazione cizucu
Il sottopassaggio umido e bluastro, pur essendo uno spazio di transito, trasmette una sensazione di oppressione come se si fosse perso l’orientamento verso l’uscita. Il soffitto basso, la recinzione che delimita il percorso e le scale che bloccano la vista danno l’impressione di non avere vie di fuga, nonostante si stia andando verso l’uscita. Nel silenzio della solitudine, si avverte un peso che sembra sprofondare nelle profondità della realtà sotterranea.

Conclusione

Che impressione vi hanno fatto queste opere?

Proprio perché prive di figure umane, le fotografie raccolte in questa edizione restituiscono con forza le tracce del tempo e delle azioni di chi ha abitato questi spazi. In luoghi apparentemente vuoti, emergono voci, passi e segni di vita quotidiana. Catturare queste presenze invisibili era il cuore del tema di questa edizione.

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