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Nuove prospettive della fotografia analogica: raccontare il mondo in 36 scatti | Focus #675

By cizucu · 26 maggio 2026

Nuove prospettive della fotografia analogica: raccontare il mondo in 36 scatti | Focus #675

Foto di copertina di UPG

Nuove prospettive della fotografia analogica: raccontare il mondo in 36 scatti | Focus #675

Foto di copertina di UPG

Nell’epoca in cui con smartphone e fotocamere digitali possiamo scattare senza limiti, la regola delle “24” o “36 pose” della pellicola diventa per noi creativi una nuova prospettiva e una disciplina espressiva.

Prima di scattare, leggere la luce, pensare alla composizione e dare significato a ogni singolo fotogramma trasforma passeggiate, viaggi e ritratti in piccole narrazioni visive.
In questo articolo presentiamo idee per applicare la sensibilità analogica anche alla fotografia digitale.

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Foto di filmtaaabooo777

Il limite delle 36 pose rafforza la fotografia

Nella fotografia analogica, ogni pressione del pulsante di scatto ci rende consapevoli del numero di fotogrammi rimasti. Questo non è un limite, ma un esercizio per affinare l’osservazione. Iniziate esercitandovi con una fotocamera digitale o uno smartphone, scattando solo 24 o 36 immagini senza controllare lo schermo.

Riguardando le foto a casa, noterete la ripetitività di certi scatti o punti di vista mancanti. Successivamente, provate a mescolare “inquadrature larghe”, “dettagli ravvicinati” e “close-up”, costruendo una narrazione visiva all’interno di un solo rullino: così otterrete una serie coerente e compiuta di opere.

24 o 36 pose: scegli in base al tuo stile fotografico

Un rullino da 24 pose è ideale per passeggiate urbane, test di nuove pellicole o prove tecniche della fotocamera. Si termina rapidamente, permettendo di vedere presto i risultati dello sviluppo: una scelta perfetta anche per chi è alle prime armi.

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Foto di ぼんしゅー

Al contrario, i rullini da 36 pose sono pratici per viaggi, eventi o quando si desidera ottimizzare i costi di sviluppo in laboratorio. Tuttavia, attenzione a non scattare “foto di riempimento” solo per terminare il rullino.
Stabilire un tema prima di iniziare — come “luce del mattino”, “texture delle mani”, “i dieci minuti fino alla stazione” — trasforma il conteggio degli scatti in uno stimolo creativo.

Guardare prima di scattare: pensare all’ordine delle opere

Il fascino della fotografia analogica sta proprio nell’impossibilità di vedere subito il risultato: questo allena l’immaginazione prima dello scatto. Fermarsi a riflettere su esposizione, direzione della luce, spazi vuoti sullo sfondo e distanza dal soggetto rende ogni fotografia più intenzionale e consapevole.

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Foto di Yishih

Iniziare con una panoramica, avvicinarsi ai dettagli di persone o oggetti e concludere con uno scatto che lasci un senso di sospensione: questa struttura trasforma una sequenza di immagini in una narrazione coinvolgente. Nella presentazione visiva, anche le serie di fotografie dello stesso soggetto da diverse distanze o angolazioni risultano particolarmente efficaci.

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