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Il vero motivo per cui senti che "un grandangolo non basta". Tre prospettive per catturare paesaggi sconfinati | Knowledge #444

By cizucu ·

Il vero motivo per cui senti che "un grandangolo non basta". Tre prospettive per catturare paesaggi sconfinati | Knowledge #444

Cover photo by takacha

Ti è mai capitato, di fronte a un paesaggio maestoso, di pensare "vorrei poterlo fotografare più ampio" e provare una certa frustrazione? Tuttavia, semplicemente allargando l'angolo di campo, spesso si rischia che le montagne – che dovrebbero essere le protagoniste – risultino lontane e piccole, mentre lo spazio vuoto domina la scena.

La sensazione che "il grandangolo non basta" deriva spesso non solo da un limite fisico dell'angolo di campo, ma anche dall'equilibrio tra "impatto" e "posizionamento" del soggetto. Per racchiudere un paesaggio vasto in una narrazione compiuta, è fondamentale un approccio strategico che parta dalla comprensione delle caratteristiche dell'obiettivo.

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Photo by 3104_akita

Controllare la prospettiva e avvicinare il soggetto principale

Le ottiche ultra-grandangolari presentano una caratteristica di "distorsione" che tende a stirare gli elementi ai margini dell'inquadratura. Sfruttando questo effetto, ad esempio inclinando leggermente la fotocamera verso il basso per posizionare una montagna lontana nella parte superiore dell'immagine, si può ottenere una verticalizzazione che restituisce – o addirittura amplifica – l'impatto percepito a occhio nudo.

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Photo by TATSU

Quando invece il paesaggio distante appare troppo piccolo, invece di ampliare ulteriormente l'angolo di campo, si può scegliere di zoomare su una focale medio-tele, tra 35mm e 70mm, e "ritagliare" una porzione del paesaggio come fosse un "ritratto". In questo modo si ottiene una composizione densa e di grande forza visiva.

Sfruttare il primo piano come "porta d'ingresso"

La tecnica più efficace per valorizzare un ampio angolo di campo consiste nell'abbassare la fotocamera quasi a livello del suolo e avvicinarsi il più possibile agli elementi in primo piano. Collocando in basso nell'inquadratura crepe nella roccia, trame della sabbia o fiori ai propri piedi, si creano delle "linee guida" che accompagnano lo sguardo dell'osservatore verso la profondità della scena.

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Photo by filmtaaabooo777

In questa fase è fondamentale regolare l'altezza affinché si sovrappongano tre livelli: primo piano, piano intermedio e sfondo. Se la fotocamera è troppo bassa, il piano intermedio scompare e si perde profondità; se è troppo alta, lo sguardo si disperde. Serve quindi pazienza per trovare la "soluzione ottimale" per ogni luogo.

Superare i limiti dell'angolo di campo con la tecnica

Quando i limiti fisici dell'angolo di campo sono insormontabili, o si desidera ridurre la distorsione pur mantenendo un'inquadratura ampia, la composizione panoramica (stitching) rappresenta una soluzione efficace. Scattando più immagini in verticale, sovrapponendole leggermente, si può ottenere una resa naturale simile a quella di un obiettivo a focale fissa, ma con una quantità di informazioni superiore persino a quella di un ultra-grandangolo.

Ciò che conta davvero è non perdere mai di vista la domanda "cosa voglio fotografare?". Una volta individuato il soggetto principale – che sia una montagna o un albero – anche con un solo grandangolo, grazie a riprese aeree con drone o panoramiche verticali, le possibilità di esprimere l'ampiezza della scena sono infinite.

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